NOTTE & ALBA

ZioPyt - Agosto 2007

Quelli che…
A fine giornata, invece di sbracarsi sul divano… mangiato un piatto di riso veloce, lasciano i panni dell’ufficio e la casa vuota..
infilarsi nell’oscurità della macchia mediterranea…
Si affievolisce la luce naturale, il rosso del tramonto svanisce, mentre i primi lampioni iniziano a brillare giù in basso…
Il buio avvolge… "non andare… è buio"…
Invece si va per quei sentieri che sembrano mai percorsi… e che sono i soliti fatti e rifatti di giorno…
Tutto cambia prospettiva, una frasca che si muove, un rumore animale che fa venire i brividi…
Pensi a coloro che invece per divertimento erano costretti a far stradelli simili per anni, per un tozzo di pane..
Senti il terreno con le ruote…
sentire, percepire…invece che vedere, l’unico modo per rimanere in sella guidando morbidi…
quando anche il faretto cede…è l’ora di rientrare…
l’adrenalina ancora in corpo..
sdraiarsi sul letto senza chiudere occhio…
...........
Gli stessi occhi che non ne vogliono sapere di aprirsi all’alba, sprofondati nel cuscino…la bocca impastata dal sonno…
mentre fuori è ancora scuro
La fresca aria delle 6, la pelle si sveglia…sguardi che si incrociano,
rosea alba, non servono parole…
Il ritmo prende, blando poi via in crescendo…
Non è l’attività, è l’esser lì che ti fa sentir vivo…
Scendere verso il blu, un tuffo e fondersi col mare…
L’inizio di una giornata afosa di agosto…

 

ACQUAZZONE TROPICALE

Sabato 18/11/06

Ci troviamo come al solito alla rotatoria, oggi siamo in 6 , Beppe, Plinio, Gede, Python ed al gruppo si sono aggregate Eleonora e Marcella, 2 bikers "toste" che si meriteranno l'onore di "cinghialesse doc". Iniziamo con le Vallicelle, che si rivelano piu' impegnative del solito specialmente nel primo tratto e poi proseguiamo verso la Valle dove incontriamo 2 bikers con i capelli grigi che provengono da Rosignano (!) e vanno come un treno. Dopo c'e' il mezzacosta che si rivela piu' scivoloso di una partita di calcio saponato, ma ugualmente divertente. Al bivio tra gli Specchi e lo Slalom salutiamo i 2 cinghiali piu' "vecchi" che tornano verso casa e noi proseguiamo nel sentiero dove incontriamo una coppia di fungaioli. Riscendiamo di nuovo su asfalto verso le Palazzine e prima di arrivarci svoltiamo di nuovo in salita sugli Specchi e decidiamo di fare il percorso che scende fino alla ex-barcas. Inizia a piovere, ci mettiamo i kway, e scendiamo. Il percorso e' divertente anche se estremamente impegnativo causa le rocce bagnate e scivolose, ma questo e' il divertimento della MTB. Le ragazze non battono ciglio e scendono senza paura. Ad un certo punto ci fermiamo ad un bivio: sotto di noi Livorno non si vede piu'. Nuvole nere la sovrastano e la nascondono, all' interno vediamo dei bagliori di lampi. Si continua a scendere ed ognuno di noi pensa dentro di se al "bagno" che l'aspetta di li' a poco... Arrivati su asfalto puntiamo diritti e veloci verso Livorno. Le gambe macinano a tutta, ma ad un certo punto arrivati al Ponte del Diavolo troviamo un vero muro d'acqua. Non vediamo piu' niente, solo acqua, la visibilita' e' ridotta a pochi metri, siamo nel buio piu' totale e riusciamo a malapena a tenere la bocca aperta per respirare. Dalle colline scendono fiumi d'acqua e le macchine che ci passano accanto sembrano motoscafi. Arrivati allo Stillo l'acquazzone tropicale smette, ci guardiamo, siamo inzuppi d'acqua fino alle ossa.. Ma non perdiamo il buon umore e ci viene da ridere per come siamo combinati. I torrenti che passano li vicino sono gonfi d'acqua, passiamo dalla Leccia e sembra di guadare un fiume: anche oggi siamo a casa! Mitica la battuta finale di Eleonora "Ah Bene!... ora posso anche andà alla festa di complenno dei bimbi con le altre mammine"...

 

... AL BUIO

Martedi 11/10/05

Si sale mentre il sole va giù, le ombre si allungano, il bosco assume colori nuovi dal grigio al rosa. Gli odori si fanno più intensi, il silenzio sembra ancora più totale e l’aria fresca ci avvolge. Un altro giorno se ne va. Ma lo viviamo fino all’ultimo. Si arriva in cima al buio e sarebbe molto più saggio scendere su strada, ma l’imbocco della pista motocross è li, irresistibile. Ci infiliamo in quel budello di rocce. Davanti a noi le luci della città, segnali di vita quotidiana che avanza lenta, il faro ne delimita il confine col mare alla nostra destra, costellato di navi come sospese su un orizzonte che non si distingue se non per un pianeta che appare più lucente di una stella. Il cielo blu cobalto si chiude sopra di noi, come il tappo di una scatola. Ci ripromettiamo a vicenda di andare piano, mentendo a noi stessi sapendo di farlo, creandoci un alibi talmente falso che in qualche modo rassicura.
Luca è avanti, ed urla “la sfrandaaaaaa”… il terreno sotto le ruote appare ciò che non è, e ci sorprende ad ogni metro, un pò come tutti i giorni la vita. L’adrenalina sale in un crescendo continuo, è impossibile soffocare l’ urlo che sale in gola “la sfrandaaaaaa”…Si arriva in fondo con addosso una sensazione indescrivibile, che rimarrà tutta la sera, tenendoci come sospesi in una dimensione diversa dove tutto appare in una prospettiva nuova, strana, ma forse più vicina al vero. Mi viene in mente Bob e d’improvviso capisco cosa si deve provare in una notturna. Portiamo il kulo a casa, macchine ci suonano perche’ procediamo appaiati, ma non le sentiamo nemmeno… la sfrandaaaa, la sfrandaaaaaa è tutto quello che si sentono rispondere !

 

... CON LA TESTA FRA LE NUVOLE...

Sabato 28/02/04

E' sabato, sono le 10, piove e fa freddo. Si inizia a pensare di dover rinunciare, ma ad un tratto la pioggia si ferma. Il telefono suona, è Beppe che ti dice quello che vorresti: ha smesso, forse tiene, si va? Alla fine siamo in 3 cinghiali temerari (Plinio, Gede & il mitico Beppe). Si va su per le Vallicelle dove Beppe tira come un dannato. In vetta si finisce non a prendere la pioggia, ma a pedalare direttamente in una nuvola, perchè la pioggia non l'aspettiamo dal cielo, ma la andiamo a prendere direttamente alla fonte. Il freddo è intenso, ci impedisce quasi di parlare ma nessuno ne sente il bisogno. Si procede quasi sospesi, in un paesaggio surreale, fuori dalla realtà. La foschia ci confonde, strappandoci alle piccole cose quotidiane per avvicinarci a qualcosa di immensamente più "alto" e grande. Alcuni flash dell’ ambiente che ci circonda ripagano da soli l’uscita, ma è dentro noi stessi che in queste situazioni riusciamo a vedere più chiaramente ed in profondità. Gede va giù senza freni, Beppe tira anche nella discesa verso la Sambuca, Plinio gli sta a ruota a fatica col muletto rigido. La pioggia aumenta e la visibilità è sempre più ridotta. Si esce dalla nuvola, bagnati e infreddoliti ma felici al pensiero di una doccia calda che ci aspetta, che laverà fango e freddo, ma non il ricordo. Si va verso l'arci-camper, poi via alle case più velocemente possibile. Abbiamo i piedi del Bologna (rosso-blu) e il sedere congelato....ma con noi la consapevolezza di sempre: ne ha valso la pena, un' uscita che ricorderemo !

 

SMARRIMENTO EPICO

Sabato 14/02/04

Dopo anni, un' altro smarrimento epico. Il 14/2, Mario con El Pompo vedono arrivare Beppe... dove si va, dove un si va.... Beppe estrae una cartina dei monti Livornesi e propone un giro, da lui studiato a tavolino, verso Parrana S. Giusto. Mario che lo conosce da anni, gli rivede quello sguardo alla Mattley di un tempo. Sa gia' cosa li apetta ma non puo' dirgli di no.... Si va su per le vellicelle fino al pallone, si scende il calvario a palla fino a un bivio con sbarra sulla Sx. Si scende ancora fino a Parrana S.Martino.  Qui inizia il calvario vero.... Si chiedono indicazioni, finalmente crediamo di aver trovato il sentiero che corre lungo l'acquedotto Leopoldino, ma e' chiuso dai rovi.... Si cercano strade alternative, si finisce prima in un uliveto dopo una salita al 30% (minimo), poi in un posto puzzolente dove brumeggiano i cinghiali... Mario ha il tempo di fare una bel volo (non era in giornata), El pompo pedala sempre come una macina. Restano due alternative: risalire il calvario o tornare su starda.Su pressioni di un Mario ormai alla frutta si opta per la seconda. Questa volta e' andatacosi' ma ci riproveremo, magari con un GPS !

 

LA GROPPONATA DEL CENTAURO

Sabato 17/01/04

Siamo in 5 (Mario, Massimo, più 2 ragazzi del MTB Forum - Cencio e Rino - e Luciano, un signore che in salita va come una scheggia). Dopo un percorsino FR che ci stuzzica l'adrenalina, si arriva ad un muretto tentatore. Si inizia a saltarlo più o meno goffamente. Qui Massimo il centauro e' nel suo ed osa troppo. Non contento dei due voli nel precedente percorso (dove si e' fatto valere seppur con una front) scende il muretto impennando quel tanto di troppo che lo fa atterrare di osso sacro. Si rialza ma non riesce a respirare, emette muggiti da muflone ferito per minuti, diventa bianco come un lenzuolo, poi si ripiglia e ci racconta subito un aneddoto divertente della sera prima. Tiriamo tutti un sospiro di sollievo, ma che paura ! I raggi X escludono lesioni, il fiato corto durerà per un po' ma si può dire che e' stata solo una bella GROPPONATA! Alla prossima centauro-muflone!

 
PER LA SERIE... PECCATO PER CHI NON C'ERA...

Sabato 25/10/03

Una giornata che definirei "particolare" per Mario "il pazzo" che ne ha combinate di cotte e di crude, regalandoci delle chicche come questa:
In un sentiero nelle vicinanze della Sambuca per far vedere a Marco "Il capretto di montagna" dove lo Scarte 3 settimane prima aveva fatto un volo spettacolare , ha rischiato pure di lui di commettere lo stesso errore e finire in un dirupo di circa 3 metri per poi terminare la corsa a mollo in un ruscello. Fortuna che c'era un ramo di un albero a fermarlo!